Inquinamento Luminoso:


Contrariamente a quanto si può pensare, il cielo notturno non è mai completamente buio. Anche in assenza di attività umana, esiste una luminosità di fondo che deriva dall’interazione tra la componente naturale del flusso di fondo cielo, di origine terrestre (come la luce aurorale) o extraterrestre (come la luce zodiacale).

Nel momento in cui l'uomo primitivo ha iniziato ad accendere il fuoco, al chiarore di fondo del cielo, si e' aggiunta la componente artificiale originata dall’uomo.

Oggi per la maggior parte della popolazione, nel cielo sotto cui vive la componente di luce artificiale supera quella naturale anche di centinaia di volte. Questa componente è dovuta al flusso luminoso, essenzialmente prodotto da attività antropiche, rivolto direttamente o indirettamente verso la volta celeste. Questo flusso viene comunemente identificato come “inquinamento luminoso”.

L’aumento della luminosità di fondo del cielo notturno è rilevante per il suo impatto ambientale in quanto provoca effetti negativi sulla biosfera, sulla vita dell’uomo, per non parlare dell'aumento dei consumi energetici per produrre luce che di fatto viene sprecata.

Inquinamento luminoso e brillanza del cielo

brillanza del cielo


L’immagine mostra una simulazione degli effetti del crescente aumento dell’inquinamento luminoso sulla brillanza del cielo a partire da un sito non inquinato (a destra) fino ad arrivare a centri urbani inquinati. E' evidente la perdita di visibilità degli oggetti celesti.

Come si misura la luminosità del cielo?

La luminosità (o meglio la brillanza) notturna può essere valutata empiricamente valutando le stelle più deboli che risultano ancora visibili. Oppure, si può misurare con uno strumento detto SQM (Sky Quality Meter), essenzialmente costituito da un sensore appositamente calibrato in grado di registrare la luce entro un determinato campo visuale; la misura viene fatta con lo strumento posto in posizione fissa ed orientato verso lo zenith.

Il valore della luminosità o brillanza del cielo viene espressa in magnitudini per arcosecondo quadro (mag/arcsec2) e la scala di misura è tale che a valori più alti corrisponde un cielo più scuro. Così, ad esempio, un cielo di 21,5 mag/arcsec2 sarà più buio di un cielo con brillanza di 20 mag/arcsec2, dove con più buio s’intende un cielo in cui il numero di stelle visibili sia maggiore a parità di zona osservata.

E' importante notare che l'inquinamento luminoso è additivo. Ciò vuol dire che la brillanza di una località non dipende solo dal contributo proveniente dalla località stessa ma, e anche in modo significativo, dalle componenti artificiali originate dalle località limitrofe, e non solo, a quella in osservazione. E' il caso in Svizzera, dove nonostante la presenza delle Alpi, è possibile vedere gli effetti delle luci di Milano, città posta a oltre 300 km dal luogo di osservazione.

Per valutare la validità dei provvedimenti presi per la riduzione del flusso luminoso artificiale, è dunque fondamentale un monitoraggio costante e diffuso sul territorio della brillanza del cielo notturno.

L'Europa di notte

europa di notte

L'Italia di notte

Italia di notte

Africa ed Europa di notte

Africa ed Europa di notte

Il mondo

il Mondo

Data for this map was acquired over 9 days in April 2012 and 13 days in October 2012. It took satellite 312 orbits and 2.5 terabytes of data to get a clear shot of every parcel of Earth’s land surface and islands. (Download Map Views - NASA Earth Observatory and NOAA National Geophysical Data Center)

Ecco un video che dimostra in pratica come non sia vera la relazione "PIU' LUCE" = "SICUREZZA". Buona visione!